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Da dove ripartire?

“Tre a zero e tutti a casa”. Immagino potrei titolare così il mio pezzo, se dovessi scrivere un articolo per un quotidiano sportivo tarantino. Invece, purtroppo, mi trovo in “the dark side of the moon”, dalla parte degli sconfitti, di chi si ritrova a passare per le forche caudine. E da qui non ci resta che alzarci in piedi e tributare un giusto applauso a questo Cras, cerbero che divora chiunque gli si pari dinnanzi. Sei vittorie su sei negli scontri diretti, due trofei alzati in cielo con Masciadri e compagne ad assistere alle premiazioni da spettatori non paganti. È questa l’amara sintesi di questa stagione arancione. Restano molti interrogativi su questa Caporetto scledense, proviamo a dare delle risposte.

Non si tratta qui di cercare delle scuse, ma gli infortuni condizionano sempre il cammino di una squadra, e quest’anno, in casa Famila, è stato più evidente che mai. Aver avuto out da febbraio uno dei due playmaker, Pastore, e da aprile anche Consolini, guardia ma anche in grado di far rifiatare Cohen portando palla, ha decisamente modificato gli equilibri della squadra. Tanto più che, a causa dell’assurdo regolamento della FIP (che prevede di avere in squadra almeno sei italiane), Lasi si è visto costretto a portare in panchina le due giovanissime Agyapong e Zanetti, e addirittura dover ricorrere al mercato di riparazione per portare a Schio Jalcova, mandando così in tribuna una Erkic che a Istanbul pareva essere tornata sui suoi livelli.

Oltre alle lungodegenti Pastore e Consolini, non va dimenticata la lista di infortuni che ha interessato, chi più chi meno, tutte le giocatrici: Ford ha dovuto saltare varie partite per i problemi al ginocchio; McCarville, arrivata fuori forma, oltre a non essere mai riuscita a ritrovare il proprio peso ideale, ha convissuto tutta la stagione con i problemi alla schiena; Cohen ha giocato la semifinale e la finale con una costola incrinata; Macchi ha passato tutto il periodo invernale limitata da varie forme influenzali. Leggendo questa lunga lista, peraltro incompleta, viene da chiedersi se si tratta davvero solo di sfortuna o se alle spalle ci sono altre motivazioni.

A questi problemi, bisogna sommare una campagna acquisti quantomeno discutibile. L’addio di Yacoubou (campionessa d’Europa e di Spagna con Valencia) ha lasciato un vuoto importante sotto canestro, che la società ha deciso di colmare con l’acquisto di Cheryl Ford. Impressionanti i suoi numeri quest’anno, specialmente in Eurolega: 11.3 ppp, 11.9 rpp, miglior rimbalzista e otto volte in doppia doppia. Per chi, però, quest’anno ha seguito le partite del Famila con una certa continuità, è stato evidente che a cotali numeri non è corrisposta altrettanta sostanza; la figlia di Karl Malone si è rivelata essere individuale, egocentrica e irascibile: aggettivi che limitano fortemente il talento di qualsiasi giocatrice.

Brumermane: un nome, tanti perché. Come sia arrivata a Schio, Dio solo lo sa. Si è rivelata essere una giocatrice mediocre, senza esperienza europea, che non è mai riuscita a trovare il proprio spazio nelle scelte di coach Lasi. La domanda è d’obbligo: perché la società continua ad investire in giocatrici come lei o Nieuwveen che a Schio finiscono sempre per passare più tempo in tribuna che non in campo?

“McCarville chi è?” Verrebbe da chiedersi dopo la stagione appena conclusa. Dov’è finito il fenomeno che l’anno scorso ha ipnotizzato mezza Italia con le sue giocate funamboliche, con i suoi canestri impossibili, con i suoi assist inventati? Evanescente e impalpabile, ringraziamo Janel per aver contribuito in maniera determinante al sogno Final 8, ma per tutto il resto, purtroppo, proprio non ci siamo.

Bisogna dire che l’addio di Betta Moro ha creato un vuoto enorme nello spogliatoio che capitan Masciadri non è riuscita a colmare pienamente. Giocatrice fantastica in campo, persona deliziosa fuori, il nostro numero 11 non è riuscita a essere il vero punto di riferimento di questa squadra, non quanto lo era Betta almeno. Un ruolo ingrato, un’eredità pesante che speriamo Mascia riesca a portare con meno fatica sulle proprie spalle il prossimo anno.

Infine non si può scordare che il cambio di allenatore ha inciso enormemente in questa stagione. Orlando se n’è andato ma a Schio sono rimasti i malumori della vicenda che tutti conoscete. Lasi ha cercato di portare parte del gioco maschile nel mondo femminile, ma questo processo si è rivelato essere più lungo e lento del previsto e i risultati sono arrivati solo in parte. Inoltre, dalla sua ha dovuto affrontare un campionato a lui prima sconosciuto, con una squadra costruita non di sua mano e con un finale di stagione drammatico per gli infortuni di cui sopra.

Iniziando già a guardare al futuro, manca solo l’ufficializzazione della firma dell’americana, proveniente da Kosice, Danielle McKray: col suo arrivo una tra Ford e McCarville dovrà lasciare Schio, o forse entrambe. In Europa, intanto, è già iniziato il valzer dei pivot, con le varie Charles e Wauters che si sono accasate rispettivamente a Cracovia e Galatasaray. Cerchiamo di non perdere il treno per portare al Famila due cinque puri, che ci consentano di fare il grande salto in Europa. Infine è evidente che la squadra debba essere rinforzata con delle italiane giovani, visto che Masciadri e Macchi si avviano alla fine della loro carriera, è giusto trovare loro delle sostitute. Insomma, è necessario costruire una squadra competitiva e con fame di vittorie: bisogna ripartire da qui.

Nicolò Dalle Molle

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