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Dalle stelle alle stalle

Dalle stelle alle stalle il passo breve. Tanto più se per arrivare così in alto per anni hai investito una gran quantità di soldi e profuso tante energie.ress_vs_orenburgDalla stagione 2010/11 Schio, grazie a profondi investimenti da parte del presidente Cestaro, era riuscito a ritagliarsi, con grandissima fatica, un ruolo in ambito europeo. Facendo a spallate con i più blasonati club del vecchio continente, il Beretta Famila, al grido di “c’abbiamo un cuore grande così” ha iniziato a collezionare scalpi eccellenti. Il pubblico orange ha lentamente cominciato ad affollare sempre più gli spalti del Palacampagnola perché a ogni partita di Eurolega corrispondeva una battaglia che, il più delle volte, si risolveva con un esito positivo per le padrone di casa.

La scelta di ridurre, invece, progressivamente il budget ha malauguratamente provocato danni terribili e, forse, inattesi. Certamente nessuno si aspettava di bissare le stagioni scorse con la squadra di quest’anno ma non si credeva nemmeno di assistere a un lento sgretolamento del sistema Schio. Ieri sera, in occasione della sfida con Orenburg, a causa anche dell’assenza di Chiney Ogwumike (in questi giorni effettuerà altri esami al ginocchio ma si teme il peggio), sono emersi tutti i limiti fisici, e anche in parte tecnici, della squadra. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dell’approccio alla partita da parte del Beretta che ha dimostrato di possedere ancora lo spirito guerriero, carattere distintivo, come si diceva, della formazione orange di questi anni. Purtroppo, però, si è reso evidente che in Eurolega la fame di vittorie non è sufficiente per conquistare i due punti. Si è giocato contro una buona squadra che, però, nel primo tempo ha disputato una pessima gara. La mancanza di fisicità e un arbitraggio che in questo senso ci ha puniti forse più del necessario (ma sostengo che non sia stato determinante), ha fatto saltare ogni schema in casa orange. L’abissale differenza a rimbalzo (33 a 51) ha permesso a Orenburg di costruirsi ben 12 extra possessi in più in attacco che, come hanno evidenziato i due allenatori in sede di conferenza stampa, hanno creato il margine del distacco finale.

macchi_vs_orenburgPiù volte avevo espresso le mie perplessità sull’affrontare un’Eurolega con solo tre lunghe delle quali un solo 5 puro e nessuna delle 3 fisicamente prestante. La perdita di Ogwumike ci ha lasciati in mano alla coppia Ress-Sliskovic che ieri sera ha dimostrato tutta la propria debolezza: la croata, in particolare, è la più grande incognita di questa squadra. Lenta, macchinosa, con scarsa visione di gioco, rinuncia a tiri comodi alla ricerca di canestri più difficile: difende a fatica sulle lunghe avversarie e non crea situazioni di gioco favorevoli alle compagne. Sul reparto piccole, invece, Anderson non si sa di quanto tempo avrà bisogno per tornare sui suoi livelli mentre Honti è, al momento, l’ombra della straordinaria giocatrice che, a mio avviso, l’anno scorso fece davvero la differenza nella serie delle finali scudetto. Sono felice per la discreta gara disputata da Spreafico mentre vedo in Sottana, da molti sempre criticata a prescindere, l’unica vera italiana di spessore della nuova generazione. Nota a margine: il basket non è il calcio. La base della squadra è formata dalle nazionali, se queste non sono di primissimo valore (come nel caso delle nostre, non perché non siano le migliori azzurre ma perché il basket italiano è indietro anni luce rispetto a quello francese o spagnolo, due esempi su tutti) e le straniere non forniscono il contributo determinante che da loro ci si attende, allora è difficile emergere nell’ostico, a dir poco, campo dell’Eurolega.

Unico segnale davvero positivo di ieri sera, l’altissimo minutaggio per Zandalasini. Il dubbio che invece mi assale riguarda i mugugni che sentivo provenire da una parte del pubblico sugli errori della giovane Cecilia: come si possa pretendere che una ragazza di appena 18 anni, alla prima esperienza in Eurolega, con il coraggio di prendersi la responsabilità di molti tiri, non possa sbagliare, proprio non me lo spiego.

A proposito del pubblico, e chiudo. Ieri sera i tifosi tutti, o quasi, hanno dato un’altra prova di grande maturità, incitando la squadra a oltranza. Il pubblico di Schio, in generale, non è ignorante; mastica basket da diverso tempo e con ogni probabilità ha colto che la stagione di quest’anno difficilmente sarà ricca di soddisfazioni. Dimostrare di stare vicino alla squadra e alla società, soprattutto per quanto fatto in questi anni, è prova di vero amore per il Famila Schio. Speriamo che tutta questa riconoscenza spinga Cestaro a rivedere alcune sue politiche e che ci consenta di tornare ad avere la squadra che in questi anni ha reso grande il nome di Schio in Europa.

Nel frattempo stiamo vicini e vogliamo alle ragazze un gran bene.

Forza Famila!

Nicolò Dalle Molle

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1 Comment

  • Nico da Magrè
    28 Novembre 2014 22:00

    Sul discorso lunghe mi sono espresso anch’io in questa sede più volte con la paura di diventare fin troppo ripetitivo e noioso. Concordo, bella sintesi! Aggiungo che vale proprio la pena encomiare molto Super Chicca che ieri sera, oltre ai 21 p. ha addirittura giocato parecchi minuti anche da 5 (e questo credo che in una partita così importante in Eurolega sia forse davvero la 1^ eccezione). Chicca è stata un grandissimo esempio per la squadra e per tutte le giovani aspiranti….una come lei non ha più niente da dimostrare, ma sicuramente vuole lasciare il suo meraviglioso ricordo fino al termine della sua carriera…..cercando di imitare la sua cara amica Betta!

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