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È stata una Caporetto

Poteva essere la partita del rilancio e invece il risultato finale racconta un’altra storia. Cade il fortino scledense. Dopo quasi due anni d’imbattibilità interna in competizioni nazionali, il Palacampagnola si arrende alla marea ionica. Troppa grinta e voglia di vincere da parte di Taranto, contro un Famila spento e demotivato: quando la partita si gioca soprattutto sul piano mentale, non c’è trippa per gatti. Il risultato finale è che la squadra di coach Lasi per la prima volta stecca un appuntamento importante nel 2012 e si trova ora a inseguire le rossoblù a ben 4 punti di distanza, condividendo il secondo posto con un Umbertide che a Sesto fortunatamente non vince.

Tutte arruolabili le giocatrici scledensi, dopo i vari stop per infortuni e malattie, ma la sostanza non è cambiata, anzi, è paradossalmente peggiorata. Basti vedere le prove di Macchi, McCarville e Pastore, praticamente assenti all’appello. Non si spiega una partita così deludente da parte delle campionesse d’Italia davanti al pubblico amico, anche ieri accorso numerosissimo per sostenere le proprie beniamine. Basti esaminare alcuni momenti salienti del match, per capire l’errato approccio mentale alla gara: 43% ai tiri liberi contro un 78% delle avversarie, e uno scandaloso 21% dalla lunga distanza. Certo, alcune partite si possono vincere anche senza essere incisivi dall’arco dei tre punti, ma nel momento in cui davanti hai un Cras Taranto in serata di grazia, si finisce inevitabilmente per commettere una figuraccia. Ed è quanto è accaduto ieri sera.

La delusione dei tifosi, alla fine del match, era palpabile quanto l’agitazione pre-partita. Purtroppo, però, già nell’ultimo quarto di gioco, le facce delle giocatrici, invece, tradivano un’arrendevolezza che lascia non pochi interrogativi ai tifosi scledensi. Di sicuro espressioni di così grande disfatta, non si vedevano da tempo, nemmeno nella gloriosa sconfitta in casa contro Fenerbahce.

Ora, dopo le prove maiuscole in Coppa Italia contro Lucca e in Eurolega contro Polkowice, si spera che la debacle di ieri sia un semplice passo falso, peraltro comprensibile, per la caratura dell’avversario. Sicuramente queste due squadre hanno dimostrato di non avere rivali in Italia e di giocare il miglior basket nazionale. Certo, ciò che rende la sconfitta così amara è il fatto che sia avvenuta in casa, dove sembrava quasi un tabù per le avversarie poter vincere. Non resta che chi di dovere si rimbocchi le maniche e recuperi lo scivolone di ieri. Ci sono ancora in palio Coppa Italia, Campionato ed Eurolega.

 

Nicolò Dalle Molle, Elena Covre

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