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I Famila fans alle porte d’Oriente

12 dicembre 2011. Ore 8.30. Trentadue baldi giovani e non più giovani partono alla volta di Bergamo, destinazione finale Istanbul. È la prima vera trasferta europea organizzata dal Famila Fans Club e l’eccitazione e l’ottimismo sono palpabili. Il primo giorno è quasi interamente dedicato al viaggio, ma non per questo si è rivelato una giornata noiosa, anzi! All’aeroporto di Orio al Serio occhi acuti notano la presenza della squadra di pallavolo femminile della Foppapedretti Bergamo: cogliamo l’occasione per scattare una foto con alcune gentilissime giocatrici che alzano un foglio con la scritta: FORZA FAMILA.

Giungiamo a Istanbul alle 18.00 e veniamo accolti dalla nostra guida personale, Ebru, che ci avrebbe accompagnati per tutto il nostro soggiorno. Dopo cena c’è tempo per un primo giro per le vie del “Taxim”, uno dei quartieri più ricchi della città: rimaniamo veramente impressionati per il numero di persone che affollano il centro città il lunedì sera: Istanbul si dimostra una metropoli viva e colorata, ma soprattutto molto sicura. L’indomani iniziamo il nostro tour dell’antica Costantinopoli, visitando i luoghi di maggior interesse: il mercato delle spezie (in assoluto il mercato più caratteristico di tutta la città), l’Ippodromo (che ora è una lunga piazza), la Moschea Blu (nella quale è permesso entrare solamente scalzi, come era d’uso fare nelle tende delle popolazioni nomadi ottomane) e Santa Sofia (capolavoro di arte bizantina). Pranziamo nel ristorante di un hotel che si affaccia direttamente sul golfo del Bosforo: è uso comune dedicare il piano superiore degli edifici alle sale da pranzo e questo ci permette di godere di un panorama mozzafiato. Il pomeriggio è dedicato completamente allo shopping sfrenato presso il Gran Bazar, luogo di perdizione per le numerose signore e ragazze del nostro gruppo; prima però ci viene riservata una chicca: la visita di un laboratorio artigianale di tappeti, capolavori dell’arte manifatturiera turca. Alla sera alcuni di noi decidono di assaporare la vera vita notturna dell’antica capitale dell’impero ottomano e si ritrovano così a girare per le viuzze del centro in un trionfo di musica, vitalità e allegria. Mercoledì è il giorno della partita, ma la giornata è lunga e rimangono ancora molte cose da scoprire di Istanbul: l’autobus ci porta allora subito al palazzo di Topkapi, residenza dei sultani turchi sin dal XV secolo, quando fu fatto edificare da Maometto II. Oltre alla bellezza della struttura del palazzo, con i suoi cortili e le sue stanze, rimaniamo tutti incantati dal pezzo pregiato dell’esposizione dei gioielli dei sultani: il terzo diamante più grande al mondo, uno spettacolo di luci, rifrazioni e colori. Il tempo, però, è tiranno e ci avviamo verso il porto, per imbarcarci sul traghetto che ci regala una magnifica crociera tra le acque del Corno d’oro e del Bosforo, in un percorso altalenante che ci mostra il meglio delle coste dei due continenti. Sbarchiamo ai confini della città, laddove il golfo si apre per diventare il Mar Nero e ci rechiamo nel ristorante per un pranzo a base di pesce. Ritorniamo in hotel in autobus, percorrendo strade che si aprono sui quartieri più famosi di Istanbul che ci fanno comprendere ancora meglio la pluralità della città: il suo landscape è un susseguirsi irregolare di palazzi, grattacieli, condomini, case in legno, costruzioni abusive. Nel poco tempo libero che abbiamo a disposizione una volta rientrati in albergo, alcuni decidono di sfruttarlo al meglio per visitare il Pera Palace, l’hotel che ospitava i passeggeri dell’Orient Express e nel quale hanno soggiornato, tra gli altri, Atatürk e Agatha Christie, della quale abbiamo l’onore di visitare la stanza. Alle 17 partiamo per Fenerbahce, che si trova a non molti chilometri dal nostro hotel, ma il viaggio, a causa del traffico, si rivela eterno. Sulla partita non spendo molte parole perché sapete tutti com’è andata: il palazzetto, bisogna dirlo, è molto deludente vista la caratura della squadra turca ma i tifosi lo trasformano in una vera e propria bolgia con cori continui e incessanti dall’inizio alla fine; uno spettacolo, nello spettacolo, da cui il pubblico di Schio e la curva potrebbero attingere a piene mani per migliorare sempre di più il supporto per le proprie ragazze. Tra le centinaia di spettatori presenti, c’erano anche due volti noti: l’ex reyerina Jokic e Sandro Orlando, ora allenatore del Besiktas, che saluta tutta Schio.

Giovedì è il giorno del ritorno e il sottoscritto sta terminando questo lungo, e spero non troppo noioso racconto della nostra stupenda trasferta, mentre l’aereo sta sorvolando le coste croate. Ovviamente se volete sapere di più di questo meraviglioso viaggio non esitate a chiedere ai 32 partecipanti che saranno entusiasti di raccontarvi tutti i risvolti di questi quattro giorni: li riconoscerete sicuramente dalla foto!

Nicolò Dalle Molle

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