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Stairway to Heaven

Per chi crede, qualunque sia la sua religione, il suo desiderio ultimo è raggiungere il Paradiso, l’Eden, il Walhalla, l’Olimpo, il Janna, chiamatelo come volete: luoghi ultraterreni di somma perfezione. Nonostante nel basket dimensione sportiva e religiosa spesso si intreccino e accavallino in un meraviglioso connubio di emozioni e speranze, noi mettiamo da parte la metafisica. Perché, mai come quest’anno, il Paradiso è stato così vicino per il Famila, che continua a rimanere nell’Olimpo del basket europeo. Sei vittorie, una sola sconfitta: numeri da capogiro, numeri a cui non siamo mai stati abituati. Il Beretta si è trasformato in uno dei più spietati cacciatori di teste che riempivano le pagine delle cronache medievali: sulla sua lista, quest’anno manca solo il nome di Kosice, l’unica squadra che finora è stata in grado di sconfiggere la compagine scledense.

Dopo la vittoria all’ultimo secondo in Romania, grazie alla tripla di Chicca Macchi, che ieri sera al Palacampagnola ha dovuto accontentarsi di entrare ancora come semplice spettatrice, il Beretta, ulteriormente rimaneggiato per l’infortunio occorso a Giorgia Sottana domenica a Priolo, era deciso a vendere cara la pelle in una delle gare più complicate del momento. Il desiderio di salutare il proprio pubblico con una vittoria, mantenendo inviolato il Palacampagnola in questo 2012/13, ha avuto la meglio sugli animi delle ragazze di coach Lasi. A differenza della gara d’andata, Schio si ritrova come detto a dover rinunciare a due giocatrici del calibro di Macchi e Sottana, mentre Targoviste ha potuto allungare il proprio roster con l’arrivo di Bjelica e Currie. Ciò che però fa la differenza, ancora una volta, è il gruppo: il Famila dimostra di avere un affiatamento all’interno dello spogliatoio invidiabile da qualsiasi altra squadra. Riprova di questo è la fase difensiva orange: Schio ha la miglior difesa del proprio girone che gli permette di costruire i margini di vantaggio durante i 40′ di gioco. Il fattore destabilizzante per ogni avversario che si pari sul cammino delle arancioni, però, ha nome e cognome: Jantel Lavender. Il pivot americano è un’incredibile sicurezza per coach Lasi: immarcabile sotto canestro, è micidiale anche nel tiro dalla media distanza, nonché a rimbalzo. Intorno a lei tutta la squadra trova sicurezza, e nonostante la cattiva serata al tiro di ieri (3/15 da tre) Mascia trova le due bombe micidiali che, negli ultimi minuti del quarto quarto tagliano le gambe alle rumene. Wambé non riesce a mettere a referto nemmeno un punto, ma, costretta a giocare 34 minuti (cui non era solita) dirige con grande sicurezza la squadra, distribuendo 7 assist sui 17 totali. Anche Godin non è particolarmente incisiva in attacco in questo periodo ma come difende la francese, ci sono veramente poche giocatrici al suo livello. Infine torna a regalarci una prestazione all’altezza del suo nome Jenifer, che fatica sempre un po’ troppo a entrare in ritmo partita ma che ieri sera si è rivelata decisiva a mantenere invariato il vantaggio del Famila nei momenti di difficoltà, soprattutto nel terzo periodo.

Come potrete poi leggere nell’intervista rilasciataci da Giustino Altobelli, in questo momento questa squadra sta veramente mostrando tutto il suo potenziale. Immaginate solo quando, a gennaio, torneranno Chicca e Giorgia, e Danielle inizierà a trovare continuità grazie alle partite di campionato.

Continuiamo a sognare popolo arancione, la scala per il paradiso è senza fine.

Nicolò Dalle Molle

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